A partire da settembre 2011, grazie al MIMO Project (Musical Instrument Museums Online), le collezioni di strumenti musicali di undici dei più importanti musei europei sono state rese interamente accessibili al pubblico sull’omonimo portale web http://www.mimo-international.com , mentre sul sito Europeana è stata allestita un’interessante virtual exibition sul mondo degli strumenti musicali realizzata a partire dal materiale messo a disposizione dai partner di MIMO http://exhibitions.europeana.eu .
Partito nel settembre 2009, il progetto MIMO ha portato all’inserimento online di 45.000 immagini di strumenti musicali con le relative informazioni digitalizzate (il 40 per cento del patrimonio conservato in collezioni pubbliche europee), 1.800 registrazioni audio e 300 file video.
I partners coinvolti nell’iniziativa, finanziata dal programma eContentPlus della Comunità Europea per un budget di 3.197.870 euro, sono stati l’Università di Edimburgo, leader del progetto, il Germanisches Nationalmuseum di Norimberga, il Museum für Musikintrumente dell’Università di Lipsia, l’Ethnologisches Museum di Berlino, il Koninklijk Museum voor Midden-Afrika di Tervuren, il Muziekinstrumentenmuseum di Bruxelles, la Cité de la musique di Parigi, l’Horniman Museum di Londra e il Musikmuseet di Stoccolma.

Per l’Italia, le istituzioni coinvolte nel progetto sono state il Dipartimento degli Strumenti Musicali della Galleria dell’Accademia e l’Università degli Studi di Firenze. La prima ha messo a disposizione tutte le informazioni e i materiali audio video relativi ai circa 400 strumenti facenti parte e delle collezioni Medicea e Lorenese – comprendenti strumenti di grande valore storico-artistico appartenuti alla Cappella Granducale, quali la viola tenore di Stradivari, giunta fino ad oggi in condizioni di assoluta originalità – e di un nucleo di strumenti ottocenteschi raccolto a partire dall’apertura del museo nel 1863. L’Università si è invece occupata dell’elaborazione dei contenuti e della traduzione in italiano dei nomi di più di 2.000 strumenti, confluita in una tabella di corrispondenze terminologiche stilata nelle sei lingue dei Paesi partecipanti, offrendo finalmente agli specialisti uno strumento tassonomico univoco.
Gabriele Rossi Rognoni, curatore della collezione di strumenti della Galleria dell’Accademia e docente di Storia della musica e Storia degli strumenti musicali presso l’Università di Firenze, ci ha spiegato come il progetto sia «nato dall’esigenza di convogliare tutte le informazioni, le foto e il materiale audio e video, un’immensa mole di dati altrimenti ingestibile, in un unico contenitore virtuale, che li renda ricercabili e dunque fruibili, cosa che già esiste per la ricerca bibliografica, ma non per gli strumenti musicali. Inoltre è pensato per diversi target, dallo specialista a chi ha un semplice interesse ma nessuna competenza specifica in materia».
Il progetto ha, senz’altro, il pregio di attualizzare la metodologia di una disciplina, l’organologia, che iniziò a definire i suoi contorni nel secondo ’800 proprio con la creazione di cataloghi museali, ma il suo aspetto più innovativo dal punto di vista scientifico è quello di fornire un modello di catalogazione comune alle collezioni fin qui coinvolte e potenzialmente espandibile alla totalità di quelle esistenti.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO