Delle numerose vicende amorose di Giove quella di Danae è sicuramente la più rappresentata da pittori del calibro di Tiziano, Tintoretto, Rembrandt, Rubens, Klimt o Schiele, che fermano la storia nel momento in cui Zeus, sotto forma di pioggia d’oro, scende su di Danae, nuda, imprigionata in una torre. La decisione è direttamente legata alla volontà di studio del nudo femminile.

I fatti:
Preto e Acrisio erano i due gemelli che avrebbero dovuto regnare insieme su Argo, piccola regione a sud della Grecia. Le loro lotte per il regno iniziano sin dal grembo materno, finché adulti, dopo una vita di guerre vengono decisi i confini: Acrisio avrebbe regnato su Argo mentre Preto su Tirinto e sulla costa, per capirci la parte pianeggiante sud-orientale della regione.
Acrisio aveva come figlia solo Danae così interrogò l’oracolo di Delfi per sapere se avrebbe avuto successori. Il dio predisse che il re non avrebbe avuto figli maschi, ma che soprattutto il figlio di questa l’avrebbe ucciso. Acrisio fece rinchiudere subito la figlia in una torre con porte di bronzo sorvegliate da cani feroci. Scrive Károly Kerényi (storico ungherese di inizio secolo, fondatore degli studi moderni sulla mitologia greca) che “Danae dovette congedarsi dalla luce del cielo e fu sepolta per sempre nell’oscurità, perché non potesse avere figli. Invece fu lo stesso re degli dei che desiderò la ragazza Danae”. Zeus infatti scese in forma di pioggia d’oro sulla ragazza fecondandola. Da questa unione nasce Perseo. Allora Acrisio repentinamente rinchiude i due in un’arca e li getta in mare. Vengono trovati da il pescatore Ditti, fratello del re del luogo Polidette. I due, quindi salvi, vengono ospitati presso la reggia. Passano gli anni e Perseo cresce, mentre in Polidette si insidia sempre più un interesse per Danae. Ora, alcune versioni vogliono che fu Polidette ad inviare Perseo ad uccidere la famosa Medusa per allontanarlo dalla reggia e, chiaramente  farlo uccidere per sposare la madre, altre, quelle che preferisco, per motivi di astuzia vogliono Perseo stesso ad affermare al re che gli avrebbe portato la testa della Gorgona a patto di lasciare in pace la madre. Perseo, aiutato da Diana ed Ermes uccide il mostro e torna alla reggia dove mostrando il bottino di guerra al re compie il gesto più furbo, Polirete infatti morirà guardando Medusa negli occhi, pietrificato come ben si sa.
I due, adesso salvi, tornano ad Argo per rincontrare Acrisio, che nel frattempo si era rifugiato a Larissa, la sua acropoli, per sfuggire a questo incontro. Durante un torneo di giochi ai quali Perseo partecipa in maniera totalmente casuale come competitore Acrisio, da spettatore, morirà colpito dal disco lanciato accidentalmente dal nipote. L’oracolo è ora compiuto.
Iconograficamente Danae viene ritratta perlopiù imprigionata e illuminata dalla pioggia d’oro.
Tiziano ne ha fatto un ciclo di innumerevoli versioni, ma per quanto mi piaccia il maestro della
ritrattistica, in virtù anche del soggetto, scelto come dicevo per studi di nudo femminile, preferisco mostrarvi un’opera che a prima vista ha attirato la mia attenzione: Danae sur l’onde d’or, del poco conosciuto francese Eugene Soubiran, 1890. E’ un quadro che mi rilassa, le linee e i colori, seppur rossi, hanno totale equilibrio. Ma la cosa che più mi cattura è il viso di Danae, solo in questa versione ho percepito la sofferenza nell’esser rinchiusi al buio in una torre, sembra triste e semi addormentata, come dolcemente svegliata dalla pioggia d’oro che sembra volerla salvare. E’ inoltre bello e buffo il contrasto degli angoli opposti del quadro: dalla sfocata pioggia al dettagliato decoro del letto. Il corpo ha una luce davvero dorata.Soubiran_Eugene_Danae_Sous_Londee_DorPoi, per quanto non mi abbia mai entusiasmato, sono proprio contenta di proporvi Gustav Klimt con la sua versione (1907), essendo convinta che con il suo stile artistico decorativo molti dei suoi soggetti sfuggono ai più, e mai ci si immaginerebbe che l’austriaco in realtà aveva una sincera passione per miti ed eroi. Vedi Giuditta e Oloferne o la storia di Salomè.klimt-danaeIn copertina: la versione di Orazio Gentileschi, 1623, Cleveland Museum of Art, che oro ragazzi!

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